Biblioteca di Filosofia

 

 

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La Biblioteca del Museo pedagogico

 

 

 

PROGRAMMA
del
«
Giornale d'Istruzione e di Educazione »
anno 1, n. 1, lunedì 15 novembre 1875, p. 1-3.

 


            Colla pubblicazione del periodico, che oggi per la prima volta si presenta al lettore, il Museo d'Istruzione e di Educazione fa un altro passo verso gli alti fini, che ispirarono la sua fondazione.

            Il Museo d'Istruzione e di Educazione – questa suppellettile ormai considerevole, ed ogni giorno crescente, di libri, periodici, apparati, esemplari e modelli italiani e stranieri d'ogni genere, attinenti alla didattica e alla pedagogia delle scuole primarie e secondarie – non produrrebbe che assai scarsamente i frutti, di cui dovrebb'essere fecondo, quando non potesse disporre d'un mezzo regolare per diffondere facilmente e largamente la conoscenza dei tesori, che in esso si raccolgono e degli studi, che da esso vengono agevolati ed in esso compiuti. Ideato, com'è noto, innanzi allo spettacolo della pubblica mostra di Vienna dall'illustre Uomo, che or regge i destini della pubblica istruzione nel Regno, esso ebbe esistenza legale soltanto dal novembre dell'anno passato per l'opera congiunta degli onor. Ministri dell'Istruzione e dell'Industria e Commercio; e fu pubblicamente inaugurato soltanto da quattro mesi. Fino dal principio del suo ordinamento fu accordata facoltà a tutti gli insegnanti pubblici del Regno di accedere alla visita ed allo studio oggetti in esso esposti, di frequentare il suo gabinetto di lettura, riccamente fornito di giornali pedagogici italiani e stranieri, di trar partito dalla sua biblioteca circolante, provveduta di mano in mano delle opere che più davvicino si riferiscono ai bisogni dell'insegnamento primario e secondario. Tutti questi ordinamenti dovevano impedire, che le ricchezze raccolte giacessero inoperose. Ma ciò non · bastava: per significare 1' opportunità del Museo, esso fu già assomigliato ad una Esposizione permanente; il giornale dovrebbe ora trasformarlo in una Esposizione ad un tempo permanente e circolante. Dal fin qui detto è facile dedurre a quali problemi in particolare ed a qual classe di persone il presente giornale intenda rivolgersi.

            L'illustrazione delle collezioni esistenti e progredienti del Museo è còmpito assai più vasto, che non possa sembrare a prima giunta. Primieramente non v'ha artificio od arnese pedagogico, che non possa essere frutto di amorose ricerche e meditazioni, e formar soggetto di descrizioni, esami, confronti e discussioni molteplici. Ma inoltre è da osservare, che fra i materiali del Museo occupano un posto principale i libri e periodici di legislazione scolastica, di pedagogia e di didattica di ogni grado; che per loro mezzo è aperto il campo e sono forniti, insieme colle occasioni, gli aiuti per la trattazione d'ogni argomento, che utilmente si rapporti alla scuola. E per dar luogo a relazioni e studi comparativi utilissimi basterebbero quasi i soli giornali italiani pedagogici e non pedagogici; nei quali o per la diligenza e la dottrina degli scrittori, o per la importanza pratica dell'argomento, va crescendo il numero di scritti notevolissimi.

            Spetteranno pertanto al giornale tutte le notizie ragionate sul materiale scolastico, dall'edifizio al banco di scuola, dal planetario all'alfabetiere; sul valore di fatto, gli avvedimenti ed i sussidi di tutti e singoli gl'insegnamenti; sugli ordinamenti, i limiti, la ripartizione, i metodi e le riforme più spedienti o raccomandabili, in una parola su tutti quei problemi pedagogici e didattici della scuola primaria e secondaria, normale, classica e tecnica, nei quali si esercita l'opera dei maestri più eruditi, assennati ed operosi di ogni nazione.

            Il campo è certamente vasto; ma importava significarne fin da principio e distintamente i confini, perché fosse chiaro tutto ciò, che frattanto ne rimane sicuramente escluso. Ed escluse ne rimangono di conseguenza tutte le questioni amministrative e le discussioni vaghe o puramente teoriche, o, in alcun'altra parte di sostanza e di forma, men che rigorosamente obbiettive.

            D'altro canto il giornale, non vincolato da veruna opinione preconcetta, da veruna intolleranza né da verun dovere, tranne quello di attendere con sincero animo e di conserva col Museo al profitto della nostra scuola, conta sulla cooperazione di tutti quelli, che pigliano parte attivamente e seriamente nelle cose dell'istruzione. Cooperazione preziosa, quand'essi vogliano comunicare alla Direzione i frutti delle loro assennate esperienze ed osservazioni e delle loro addottrinate ricerche – ed a ciò fare la Direzione dal canto suo gl'invita fin d'ora: – non meno preziosa, quando al giornale come alla Direzione, chieggano le notizie di quanto si fa e si pensa presso di noi e presso gli stranieri nella pratica e per il miglioramento della istruzione e dell'educazione.

            Né con ciò intendesi di fare appello soltanto a chi insegna ed a chi sorveglia o dirige l'insegnamento. Il Museo d'Istruzione, e il giornale che deve pubblicamente rappresentarlo, non soddisferebbero a tutto il còmpito che fu loro assegnato, quando l'opera da essi offerta non fosse accettata anche da coloro, che in una maniera meno .personale e diretta, o meno ufficiale, hanno parte nel, le sorti dell'istruzione. Per l'edifizio scolastico, per gli arredi e le suppellettili, per l'edizione di testi, di carte, ed altri sussidi scientifici e letterarî intervengono più o meno vitalmente nelle cose scolastiche molte persone, che a quelle non consacrarono tutta intiera la loro operosità, e che tuttavia troppo importa ve la prestino nel modo più utile. Certamente le condizioni generali del nostro paese giustificano e spiegano facilmente tutto ciò, che da parecchie parti, e non sempre a torto , trovossi da biasimare su questo speciale proposito; ma se talvolta non è imputabile a nessuno l'avere fatto il molto o il poco; altra cosa è, se non si cerca con tanto maggior cura di raggiunger sempre il meglio possibile.

            Ora in molti dei casi sopradetti la Direzione ed il giornale possono offrire indicazioni e notizie meritevoli d'attenzione. Ed affinché tale ufficio possa essere esercitato più autorevolmente, la Direzione ha la facoltà di ricorrere ne' singoli casi all'opera ed al consiglio delle persone più competenti nelle rispettive partite.

            Che questo elevato ufficio, a cui è chiamata la nostra istituzione, sia già stato pubblicamente riconosciuto, può dedursi dal fatto di personaggi illustri e di amministrazioni comunali, che ad essa ricorsero per informazioni e modelli, come di editori benemeriti, con1e il Paggi, il Paravia, il Loescher etc, che inviarono spontaneamente al Museo le loro collezioni scolastiche, ed in un modo tanto efficace iniziarono con esso un genere di rapporti, dai quali la scuola è da sperarsi sarà per ritrarre vantaggio.

            Con questi propositi incominciasi la pubblicazione del giornale. Resta che il pubblico non rifiuti di dare e di ricevere quegli aiuti, coi quali infine s'intende a promuovere di comune accordo i più rapidi progressi della nostra scuola, ch'è quanto dire, della nostra civiltà.

 



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